Legge 41/2003, sicurezza alimentare nel Veneto

novembre 16, 2011

Legge 41/2003, sicurezza alimentare nel Veneto

Il Veneto legiferò in materia di sicurezza alimentare già alla fine del 2003 con la legge regionale n° 41 con la quale abrogò il libretto sanitario fino ad allora obbligatorio per gli addetti dell’industria alimentare.

Lo stesso venne sostituito con misure di autocontrollo, formazione e informazione, per le quali misure, successivamente, vennero definite le disposizioni sostitutive.

Con tali disposizioni vennero distinti e separati due gruppi di operatori all’interno del settore alimentare:

  1. Gruppo 1: addetti che non manipolano alimenti, come chi imbottiglia ,vende prodotti confezionati non deperibili …
  2. gruppo 2: addetti che manipolano alimenti.

Per coloro che appartengono per ruolo e mansioni al gruppo 1 sarà compito del datore di lavoro sottoscrivere e far sottoscrivere ai propri dipendenti il documento Norme di comportamento per una preparazione/manipolazione sicura degli alimenti, da custodire con cura e da esibire sempre a richiesta dell’autorità competente il controllo e da integrare con un sistema di autocontrollo igienico – sanitario.

Stessa procedura per gli addetti che manipolano alimenti, inoltre la legge regionale 41/2003 stabilì che, entro due anni dalla firma, il personale doveva frequentare e superare un test di valutazione finale di un corso haccp per addetto che manipola alimenti.

La legge 41/2003 esentò da obblighi di formazione tre categorie di persone:

  1. chi già, prima della emanazione, avesse frequentato con esito positivo un corso abilitante alla somministrazione o alla vendita di cibi e bevande;
  2. diplomati di istituti alberghieri (corso di almeno 5 anni, i diplomi di 3 anni danno esenzione solo per i 2 anni successivi al loro conseguimento);
  3. laureati in medicina, infermieristica, veterinaria, scienze dell’alimentazione, biologia, dietisti, farmacia (o lauree equipollenti).